Esperienze come tutor o coach

Il rapporto tra “chi insegna” e “chi impara” è sempre caratterizzato da uno scambio di informazioni e di conoscenze volto a far crescere chi partecipa all’esperienza formativa. E se si pensa che sia un processo a senso unico, in cui un soggetto insegna e gli altri imparano, si sbaglia. La cosa più bella della formazione, infatti, sta proprio nello scambio di esperienze che fanno crescere allo stesso tempo tutte le persone coinvolte in un processo formativo.

Che si tratti di docenze o coaching, la cosa più bella è sempre la possibilità di crescere attraverso la condivisione di esperienze.

Botteghe digitali: quando sapere artigiano ed innovazione si incontrano

Nella mia esperienza professionale ho avuto la possibilità di confrontarmi con esperienze formative di vario tipo, dalle docenze in corsi di progettazione, al tutoraggio in progetti formativi che prevedono l’affiancamento tra tutor e partecipanti.

A giugno 2017 ho affiancato Marco Tortoioli Ricci nel progetto Entro, un’azione di rinnovamento urbano promossa da Tumbo per riattivare le dinamiche in un mercato coperto nella mia città, Rovigo. Abbiamo selezionato 12 studenti di design provenienti da tutta Italia, e abbiamo lavorato con loro e con i commercianti della piazza per una settimana alla costruzione di un sistema di identità visiva e all’immaginazione di una serie di dinamiche di riattivazione del mercato.

La partecipazione come coach al progetto Botteghe Digitali, in particolare, ne è uno degli esempi più felici. L’iniziativa di Banca Ifis, giunta nel 2017 alla seconda edizione, mi ha permesso di immergermi nel mondo dell’artigianato made in Italy per dare vita a progetti di innovazione aziendale all’interno di piccole realtà che fanno dell’eccellenza il loro punto di forza. Nel dettaglio, la prima edizione è stata quella dell’affiancamento ad Occhialeria Artigiana, una piccola azienda della Basilicata con cui abbiamo lavorato alla digitalizzazione del processo di produzione, mentre nella seconda edizione, attualmente in corso, sono coach per il progetto Training del brand Barber Mind e per Alpe Rubra.

Oltre ad essere un progetto molto istruttivo sia sotto il profilo personale sia dal punto di vista professionale, il percorso Botteghe Digitali si è rivelata un’esperienza sfidante e costruttiva, in cui il punto forte sono state le relazioni che si sono sviluppate ed il senso di comunità allargata che ha unito gli artigiani, i coach e le persone che hanno lavorato al progetto all’interno di Banca Ifis.

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Il tutoraggio come esperienza di crescita

Risale al 2012 una delle esperienze più interessanti che ho vissuto come tutor e che mi ha permesso di confrontarmi per la prima volta con la curiosità e la voglia di fare di giovani studenti universitari. Si tratta di Happinessie, un workshop sulla mappatura e sulla progettazione intorno ai vuoti urbani di Perugia, promosso all’interno di Festarch, in affiancamento a docenti dell’Isia di Urbino e del Politecnico di Milano. In questo progetto ho seguito il gruppo di lavoro che ha curato la parte documentaristica e la pubblicazione in cui sono stati raccolti i risultati del workshop.  

Nello stesso anno, poi, ho partecipato in qualità di tutor al workshop tutor al workshop Design X, organizzato da Aiap nell’ambito del Corso di laurea in Disegno Industriale dello IUAV. Il workshop, incentrato sul digital publishing, è stato tenuto da Max Whitby e Mark Irving. Nell’occasione gli studenti hanno potuto approfondire come si progetta un libro all’interno dell’ambiente digitale e quali sono le opportunità offerte dall’interazione con l’utente nello sviluppo del concept, nella strategia di progettazione e nella pubblicazione commerciale.

Negli hanno successivi ho avuto modo di ricoprire il ruolo di tutor in varie iniziative, come il concorso “Illustra la tua Fondazione” organizzato da Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo con le classi delle scuole superiori delle provincie, o gli hackathon organizzati da Banca IFIS, fino ad arrivare all’esperienza di ENTRO, un workshop organizzato dall’associazione Tumbo di Rovigo per studiare il rilancio di Piazza Annonaria, una delle più caratteristiche della città. L’iniziativa ha coinvolto i negozianti della piazzetta, i cittadini e studenti di comunicazione e design provenienti da tutta Italia.

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foto di A. Verzola
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